Verona – San Zeno – Chinatown

 

Verona sempre più si appresta a diventare una grande città assumendo a poco a poco gli aspetti di una metropoli.

Abbiamo un grande aeroporto che, come si conviene a una metropoli, perde quattrini a palate, abbiamo un grande stadio, quasi sempre semivuoto, e ne vogliamo fare un altro, e abbiamo mille idee in cantiere: l’autodromo (dove al massimo si faranno corse in bicicletta, ma in compenso saranno distrutti ettari di verde), la copertura dell’Arsenale (sempre per favorire il verde), la tranvia, il traforo,  ecc. ecc.

Ma la trasformazione in metropoli della nostra città avviene anche in silenzio, senza alcun progetto specifico, così, a seguito della sistemazione di piazza Corrubio, anche a Verona è nata Chinatown (o come scriverebbe la Olga ciainataun o forse la si potrebbe ribattezzare China – San Zen).
Infatti i proprietari di molti vecchi e tipici negozi della piazza, fiaccati e avviliti, prima moralmente e poi economicamente dai lunghissimi lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo (che serve pochissimo ed è troppo caro), hanno ceduto le loro attività ai cinesi.

Bravi questi cinesi: gran lavoratori, infatti sono sempre carichi di contante (la loro banca evidentemente è il materasso), sono sempre sani (mai visto uno in farmacia o dal medico) tanto è vero che non muoiono (mai vista la salma di un cinese) si cibano di aria (mai visto uno in un negozio di alimentari), le loro auto non necessitano di carburante (mai visto uno dal benzinaio).

Ed ora noi abbiamo fornito loro la piazza adatta: una piazza senza più un’anima, tanto somigliante alle piazze anonime di tante altre città.

Sarò forse appartenete alla schiera dei “laudatores temporis acti” ma mi duole fortemente veder scomparire giorno dopo giorno la “veronesità”.

Piazza Corrubio esprimeva la vita, il cuore e l’animo dei sanzenati: parte essenziale della cultura di Verona.

Ora ciò si perde e noi siamo un po’ più poveri.

6/1/13