Arroganza del potere

Lettera inviata all’Arena

Alcuni giorni or sono è stata ufficialmente inaugurata la piazza antistante alla chiesa di San Pancrazio, intitolata a Papa Giovanni Paolo II.

Pochi, purtroppo, i partecipanti, sicuramente a causa di un difetto di informazione. Buona comunque la nuova sistemazione, anche se la piazza è guastata nel suo aspetto da un mostruoso palazzo in costruzione (complimenti a chi ha dato il permesso di costruire un palazzo del tutto stonato rispetto all’ambiente) e la spesa (160.000 €, se ben ricordo) mi pare eccessiva.

L’inaugurazione è stata presieduta dal Sindaco, che ci ha fatto questo onore, giungendo puntuale con l’auto blu. In questo caso, l’uso dell’auto ufficiale è sicuramente corretto.

Sin qui niente da dire, se non che l’autista, dopo aver scaricato il sindaco, ha fermato la macchina esattamente davanti a un passo carrabile.

Mi sono rivolto a un vigile e gli ho chiesto se il sindaco ha il permesso di sostare dove è vietato. Mi ha risposto,molto cortesemente, che la vettura non era in sosta, ma soltanto in fermata, come era provato dal fatto che l’autista era sul posto e quindi poteva rimuoverla in qualsiasi momento.

Ho fatto notare al vigile che, davanti alla macchina, c’era tanto posto da potervi parcheggiare un TIR: sarebbe stato sufficiente avanzare di tre o quattro metri e che, per questa ragione, consideravo il fatto come una piccola, ma non trascurabile manifestazione di arroganza del potere. Il vigile mi ha risposto con un sogghigno di difficile interpretazione.

Più tardi un amico mi ha dato una probabile spiegazione del tutto. Davanti al passo carrabile c’era ombra, mentre i posti liberi poco più avanti erano al sole (il sole di ottobre…) e quindi l’autista ha evitato al sindaco, quando fosse risalito in macchina, un disagio o addirittura (Dio non voglia) un malessere.

Continuo a pensare che questo atteggiamento configuri un’arroganza del potere, come quello tenuto dalla senatrice Bonfrisco che si è rifiutata di togliersi le scarpe (le scarpe, non le mutande) ai controlli aeroportuali.  (Ma chi è la senatrice Bonfrisco? E’ un illustre Carneade che ogni settimana va a Roma a nostre spese, per scaldare i banchi del Senato…)