La bottega del vino

Lettera inviata all’Arena il 12 settembre 2010

Fine anni cinquanta. Tutti i pomeriggi, verso le sei, mio nonno, circa ottantenne, usciva dalla sua casa in via Scrimiari, proprio sopra all’antica trattoria “alla Canna”, dove la Signora Maria, prima di diventare la sua seconda moglie, cucinava il miglior baccalà alla vicentina – a giudizio di mio nonno – dell’intero orbe terraqueo. Aiutandosi con il bastone e con passo lento, giungeva alla Bottega del  vino. Appena entrato, buona parte degli avventori presenti lo salutava amichevolmente: “Bonasera, sior Ferruccio”, “Come stalo sior Ferruccio”, “Come vale le so gambe?”. Immediatamente la cameriera passava lo straccio su uno dei tavolini rotondi vicini all’ingresso, dicendo: “El se comoda sior Ferruccio” e lo serviva del suo abituale quarto di vino bianco fresco. Egli lo beveva lentamente, tenendo il bastone tra le gambe e scambiando qualche parola con i presenti.Poco dopo il suo arrivo, spesso, entrava anche suo fratello Egisto, dopo aver chiuso il suo negozio di mobili in via Rosa. Di carattere estroverso, il suo ingresso animava tutto il locale: salutava tutti ad alta voce, girando tra i tavoli e distribuendo pacche sulle spalle qua e là; poi si avvicinava al banco, ordinando un bianco per sé e per chi aveva intorno e raccontava l’ultima. Talvolta, io sospendevo la passeggiata in via Mazzini per salutare  il nonno che mi faceva sedere accanto a sé e mi ordinava un’aranciata (avrei preferito anch’io un bicchier di vino, ma mio nonno giudicava che io non avessi l’età: ero intorno ai sedici anni).

Quindici anni dopo, frequentavo ancora la Bottega del vino; ci andavo spesso, con mia moglie, a mangiare qualche bocconcino prima di andare al cinema. Poi la Bottega ha cominciato a cambiare, divenendo, poco alla volta un ristorante di lusso. Ora, mi si dice che sta per chiudere. La notizia mi lascia indifferente: per me la Bottega era già morta da quando si è cominciato a coprire i tavoli con le tovaglie, da quando cioè ha cessato di essere un’osteria.