Funicolare di Castel S. Pietro

Lettera inviata all’Arena

Ricordo molto bene – ne ho la certezza – di essere salito a Castel San Pietro con la funicolare, accompagnato da mio padre. Era una domenica mattina invernale; ricordocom’ero vestito (cappotto, sciarpa, berretto con visiera e copriorecchie e calzoni corti,come usavano a quei tempi i bambini); ricordo com’era vestito mio padre (indossavail famoso spigato siberiano di fantozziana memoria).

C’è però un problema. L’Arena afferma che la funicolare ha cessato di funzionare alla fine del 1944. Io, all’epoca, avevo due anni e mezzo. E’ possibile che i miei ricordi risalgano a quella così tenera età, tuttavia mi pare molto improbabile che mio padre abbia voluto portarmi sulla funicolare in un momento così difficile, con il pericolo dei bombardamenti, tenuto conto anche che io, nel 1944, ero sfollato con miamadre e i nonni a S. Zeno di Montagna.

Qual’è la soluzione del problema? A mio avviso la funicolare è stata rimessa in funzione nel dopoguerra, forse soltanto per pochi giorni, forse soltanto per un giorno,per prova, in vista di una sua riapertura definitiva, che certamente era stata prevista.

Il fatto che mio padre vi sia salito può essere legato a un suo possibile interessamento alla fabbricazione di eventuali parti di ricambio. Mio padre era infatti titolare di una officina meccanica che già fabbricava pezzi di ricambio per le motrici a vapore delleFerrovie dello Stato e potrebbe esserne stato incaricato, informalmente, da Piero Gonella, fratello del più noto Guido, assessore del Comune e nostro vicino di casa.

Mi piacerebbe avere conferma di questa temporanea riapertura.