Arroganza del potere

a proposito della vicenda che vede coinvolti costruttori senza scrupoli e politici altrettali (Sacconi, Bertolaso…)

Mia lettera a L’Arena del 15 maggio

             Siamo alle solite. Alcuni importanti uomini politici sono stati colti nell’atto di approfittare della loro posizione per ottenere cospicui benefici in cambio di favori elargiti a personaggi che, anziché stare nel posto che a loro si addice, cioè le patrie galere, vivono nella ricchezza, mai sufficiente alla loro avidità. I politici di cui sopra sono in realtà dei piccoli uomini, il cui modo di operare è ben descritto dalla seguente definizione: arroganza del potere. Uomini resi ebbri dalla coppa del potere che gli elettori hanno loro consegnato (non io, però). La loro presenza nella capitale, sulla scena politica, giustifica ciò che, a suo tempo, Bossi diceva: Roma ladrona. Soltanto che, ora, quei politici sono divenuti suoi alleati e amici.  

          A questo proposito, a chi non lo avesse letto, consiglio “L’organo di Barberia”, struggente poesia di Jacques Prévert che allego in lingua francese e nella sua (scadente) traduzione in lingua italiana.  

          Per gli amici di Borgo Trento, allego la mia personale traduzione:

 

L’orgue de Barbarie

Moi le joue du piano

disait l’un

moi le joue du violon

disait l’autre

moi de la harpe moi du banjo

moi du violoncelle

moi du biniou…moi de la flûte

et moi de la crécelle

Et les uns les autres parlaient parlaient

parlaient de ce qu’ils jouaient.

On n’entendait pas la musique

tout le monde parlait

parlait parlait

personne ne jouait

mais dans un coin un homme se taisait:

“et de quel instrument jouez-vous monsieur

qui vous taisez et qui ne dites rien?”

lui demandèrent les musiciens.

“Moi je joue de l’orgue de Barbarie

et je joue du couteau aussi”

dit l’homme qui jusqu’ici

n’avait absolument rien dit

et puis il s’avança le couteau à la main

et il tua tous les musiciens

et il joua de l’orgue de Barbarie

et sa musique était si vraie

si vivante et si jolie

que la petite fille du maître de la maison

sortit de dessous le piano

où elle était couchée endormie par ennui

et elle dit:

“Moi je jouais au cerceau

à la balle au chasseur

je jouais à la marelle

je jouais avec un seau

je jouais avec une pelle

je jouais au papa et à la maman

je jouais à chat perché

je jouais avec mes poupées

je jouais avec une ombrelle

je jouais avec mon petit frère

avec ma petite sœur

je jouais au gendarme

et au voleur

mais c’est fini fini fini

je veux jouer à l’assassin

je veux jouer de l’orgue de Barbarie.”

Et l’homme prit la petite fille para la main

et ils s’en allèrent dans les villes

dans les maisons dams les jardins

et puis ils tuèrent le plus de monde possible

après quoi ils se marièrent

et ils eurent beaucoup d’enfants.

Mais

l’aîné apprit le piano

le second le violon

le troisième la harpe

le quatrième la crécelle

le cinquième le violoncelle

et puis ils se mirent à parler parler

parler parler parler

on n’entendit plus la musique

et tout fut à recommencer! 

 

 

L’organo di Barberia

Io suono il piano

diceva il primo

Io suono il violino

diceva il secondo

io l’arpa io il banjo

io il violoncello

io la cornamusa… io il flauto

e io la raganella.

E gli uni e gli altri parlavano parlavano

parlavano di ciò che suonavano.

Non si udiva musica

Tutti parlavano

parlavano parlavano

nessuno suonava

soltanto un uomo, in disparte, taceva:

“E voi che strumento suonate

voi che tacete e non dite nulla?

gli chiesero i musicisti.

“Io suono l’organo di Barberia

e mi diletto anche con il coltello”

disse l’uomo che fino ad allora

non aveva detto assolutamente niente”

e si fece avanti con il coltello in mano

e uccise tutti i musicicisti

e suonò l’organo di Barberia

e la sua musica era così vera

e così viva e così bella

che la figlioletta del padrone di casa

uscì da sotto il piano

dove giaceva

assopita per noia

e disse:

“Io giocavo con il cerchio

a palla prigioniera

giocavo con la paletta e il secchiello

giocavo a papà e mamma

giocavo a nascodino

giocavo con le mie bambole

giocavo con un ombrello

giocavo con il mio fratellino

e con mia sorellina

giocavo a guardie e ladri 

ma tutto questo è finito finito finito

ora voglio giocare all’assassino

voglio suonare l’organo di Barberia”

E l’uomo prese la fanciulla per mano

ed essi andarono nelle città

nelle case nei giardini

e ammazzarono più persone poterono

dopodiché si sposarono

ed ebbero tanti figli.

Ma

il maggiore imparò a suonare il piano

il secondo il violino

il terzo l’arpa

il quarto la raganella

il quinto il violoncello

e poi si misero a parlare parlare

parlare parlare parlare

non si udì più la musica

e tutto ricominciò da capo.

 

Che ne dite? Prévert è pessimista o, piuttosto, realista?

 

(Nota: in francese il verbo jouer sta a indicare sia il gioco: jouer avec les poupéss=

giocare con le bambole, sia l’esecuzione musicale: jouer du piano=suonare il piano)