Tradizionalisti

Recentemente il giornale cittadino ha riportato in cronaca i fatti relativi a una manifestazione organizzata dai tradizionalisti durante la quale è stata ammainata la bandiera italiana. C’è stato l’intervento di alcuni esponenti di AN, che si sono ribellati a quell’azione e si è sfiorata la rissa. Personalmente ritengo che ammainare il tricolore sia un atto quasi sacrilego. Un inammissibile affronto all’unità nazionale e a tutti coloro che in vita o col sacrificio della stessa hanno servito la patria (parola in disuso quest’ultima, ma che per me continua ad avere il valore che mi avevano insegnato da ragazzo). Per quanto riguarda i tradizionalisti che sincontrano nella chiesa di S. Toscana per ascoltare la messa preconcilare in latino, avevo a suo tempo scritto due lettere all’ Arena che di seguito riporto  

 

 

Verona, 27/08/2008

 

 

Piacerebbe anche a me partecipare ad una Messa in latino. Riandrei agli anni della mia adolescenza, alla mia Fede di allora, ingenua, ma sincera. Sarei in grado, come allora, di capire e

di pronunciare correttamente le preghiere e le formule in latino, dato che ho avuto la possibilità di studiare, a differenza di molti che, inevitabilmente, storpiavano, e storpierebbero oggi, quella bellissima lingua. Mi piacerebbe, ma non lo farò, perché, in questo contesto, ciò equivarrebbe ad esprimere un consenso nei confronti di quei gruppi tradizionalisti che, della Messa in latino hanno fatto una bandiera e che vivono il Cristianesimo con spirito elitario ed antiecumenico e, per ciò stesso poco evangelico.

La Messa in lingua corrente, aiuta i popoli ad avvicinarsi alla Fede; perché mai un cristiano africano o asiatico, dovrebbe assistere ad una funzione sacra, espressa in una lingua per lui totalmente incomprensibile, estranea alla sua cultura e che non è nemmeno la lingua di Gesù?

Ma i tradizionalisti forse preferirebbero che non ci fossero cristiani neri o gialli (dico questo pensando alla loro vicinanza con alcuni gruppi di estrema destra, palesemente razzisti).

Quanto poi alla evocazione fatta da alcuni tradizionalisti, del Sacro Romano Impero, ciò appartiene al lato comico della questione.

 

Verona, 20/04/09

 

 

 

       Oggi si tiene la conferenza – incontro pubblico su Le Pasque Veronesi. Il sottotitolo: Quando Verona insorse contro Napoleone, mi ha ricordato una macchietta che,

anni or sono, Puliero presentò in televisione. In essa l’attore personificava un tifoso del Chievo che, alla domanda di quanti fossero i tifosi che avevano seguito in trasferta la squadra del cuore, rispondeva: “na marea…Erimo in quatro…”

        Ecco, i veronesi che si rivoltarono contro Napoleone erano poco più di quattro (degni comunque di rispetto come tutti coloro che combattono per ciò in cui credono), per cui il sottotitolo è quanto meno eccessivo. Si potrebbe parlare di falso storico, ma ciò darebbe all’evento (si fa per dire) un’importanza che non ha, avvicinandosi più al grottesco che allo storico. Si ricordano infatti persone che non avevano capito la portata di quelle tre parole che Napoleone stava portando in tutta Europa (Liberté, Egalité,

Fraternité). Purtroppo qualcuno, a distanza di duecento anni, non l’ha ancora capito.