auguri

lettera da me inviata all’Arena ad inizio anno Con l’inizio dell’anno desidero porgere ai miei concittadini i migliori auguri perchè si realizzino i loro più vivi desideri. Quali sono? Ciò che da sempre, in tutti i luoghi,ogni popolo desidera: panem et circenses. Per quanto riguarda il primo, reso meno sicuramente raggiungibile a causa della crisi economica, non servono auguri: ci penserà San Tremonti, sotto l’ala di padreterno Berlusconi, con la protezione del patrono dei popoli nordici,fratel Umberto. Per quanto attiene ai circenses, auguro ai veronesi che: – si realizzi al più presto la vendita di Palazzo Forti ed il ricavato sia destinato non alla cultura, della quale non ci interessa niente, ma alla risoluzione del problema più spinoso della città, che è la sorte dell’Hellas Verona. Non è più tollerabile infatti che ai nostri tifosi della curva sud non sia possibile menare le mani con tifoserie di città importanti. – che si discuta per altri dieci anni almeno sul dilemma traforo sì traforo no, in modo che gli abitanti di Veronetta, già privilegiati dalla presenza di una piazza (Isolo) che ricorda loro la fugacità della vita umana, possano continuare a godere dei festosi rumori del traffico e tutti i veronesi possano allietarsi alla vista dei folkloristici raduni di quelli del fronte del no. – che vengano estirpate tutte le panchine da tutti i giardini di Verona, in modo che i barboni, i fannulloni e gli extracomunitari, siano indotti a stendersi per terra, in modo decisamente più ecologico (per l’amministrazione comunale: non sarebbe più ragionevole tenere le panchine e cacciare i disturbatori, anzichè tenere i disturbatori e togliere le panchine?) Ho buone e fondate speranze che i miei auspici si realizzino. Auguri!